Il Comune di Roma ha fornito chiarimenti importanti riguardo l'applicazione del Decreto Salva Casa, con la circolare n. 205723 del 21/10/2024, emessa dal Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica. Il documento fornisce indicazioni cruciali riguardo a temi come il cambiamento di destinazione d’uso, le oblazioni per pratiche edilizie in sanatoria, e le nuove disposizioni sull’agibilità.
Questa circolare non si limita a una semplice trasposizione delle norme nazionali al livello locale, ma tiene conto delle peculiarità urbanistiche di Roma. In particolare, il provvedimento sottolinea che le modifiche introdotte dal Governo non possono influire sulle scelte urbanistiche già approvate, rispettando l'autonomia dei Comuni e le competenze costituite per le Regioni e gli enti locali, come previsto dal D.P.R. 380/01.
Mutamenti di Destinazione d’Uso: Le Regole Rimangono Locali
Una delle novità più rilevanti del Decreto Salva Casa riguarda la gestione del cambio di destinazione d’uso (MdU), disciplinato dall'art. 23-ter del D.P.R. 380/2001. La circolare di Roma ribadisce che, sebbene la norma nazionale introduca modifiche significative, per la Capitale restano in vigore le regole stabilite nella pianificazione urbanistica locale. In particolare, il cambio di destinazione d'uso, sia rilevante che non rilevante, dovrà seguire le disposizioni del Piano Regolatore Generale (PRG) vigente, che include il mantenimento degli oneri di urbanizzazione e del contributo di costruzione.
Per i cambiamenti di destinazione d'uso, i regimi amministrativi previsti sono i seguenti:
- SCIA ordinaria per mutamenti di destinazione all’interno della stessa categoria funzionale o tra categorie diverse (con o senza opere).
- SCIA alternativa o Permesso di Costruire (PdC) per interventi che riguardano ristrutturazioni pesanti, anche in zone A, o modifiche significative alla volumetria.
Oblazioni per PDC e SCIA in Sanatoria: Nuove Modalità
Il Decreto Salva Casa introduce un'importante modifica alla procedura di sanatoria edilizia, grazie all’art. 36-bis del D.P.R. 380/2001. La nuova norma consente di regolarizzare interventi edilizi che, pur essendo stati eseguiti senza il necessario permesso o in difformità dal titolo edilizio, risultano conformi alle normative urbanistiche al momento della domanda.
Roma ha dettagliato come funzionano le oblazioni per le pratiche edilizie in sanatoria:
- Permesso di Costruire (PdC) e SCIA ordinaria in sanatoria: l’oblazione corrisponde al doppio del contributo di costruzione, aumentato del 20% per interventi in parziale difformità.
- SCIA ordinaria in sanatoria: l’oblazione dipende dall’aumento del valore dell’immobile, determinato dagli uffici competenti, con importi che vanno da 1.032,00 a 10.328,00 euro, in base al tipo di intervento.
Deroghe sull'Agibilità: Nuove Condizioni per Roma
Un altro punto cruciale riguarda le modifiche introdotte all'agibilità degli edifici, regolata dall’art. 24 del D.P.R. 380/01, che ora consente deroghe ai requisiti minimi di agibilità in specifiche situazioni, come:
- Altezza dei locali inferiore a 2,70 metri (minimo 2,40 metri).
- Monolocali con superficie ridotta (da 28 a 20 metri quadrati per una persona, e da 38 a 28 metri quadrati per due persone).
Tali deroghe sono applicabili solo in caso di interventi edilizi sul patrimonio esistente, come il recupero o la ristrutturazione di edifici preesistenti, ma non riguardano i cambiamenti di destinazione d'uso o le nuove costruzioni. Inoltre, gli spazi oggetto di deroga devono essere già conformi alle normative edilizie, ad esempio edifici realizzati prima del 1975 o oggetto di condono. Le deroghe non si applicano a lavori abusivi realizzati senza titolo edilizio.
Conclusioni
Il recepimento del Decreto Salva Casa a Roma presenta specifiche interpretazioni locali che vanno rispettate. Per quanto riguarda il cambio di destinazione d'uso, i regimi amministrativi devono essere adattati alle normative urbanistiche di Roma, mentre le nuove disposizioni sulle oblazioni e sull’agibilità introducono misure che semplificano e aggiornano la gestione edilizia nella Capitale. Rimane fondamentale l’aggiornamento delle pratiche e la corretta interpretazione delle normative per evitare problematiche future.

